Una storia incredibile


Una storia molto toccante, un caso si lealtà incondizionata che ha travolto migliaia di persone.
Per diverse settimane, a una temperatura di circa 50° sotto zero, un cane è rimasto accanto alla sua compagna morta senza muoversi di un centimetro.
Alcuni dicono che non poteva lasciarla perché era incinta, altri sostengono che l’animale stava aspettando che lei tornasse in vita. La verità è che i due cani sono cresciuti insieme e non sono mai stati separati.
Questo fatto toccante ha avuto luogo in Russia qualche mese fa, ma ha raggiunto l’attenzione della stampa solo da qualche giorno. I vicini, notando l’insistenza del cane nel rimanere al freddo e senza cibo, hanno iniziato a preoccuparsi. Hanno cominciato a fare a turni per portargli cibo caldo finché una coppia dell’Animal Aid Foundation ha deciso di portarselo a casa.
La nobile intenzione non ha comunque funzionato, un vero caso de “l’amore è più forte”. Il cane ha abbaiato e ululato per tutta la notte e nel mattino è scappato dall’abitazione e ha fatto ritorno dalla sua amata.
Poco dopo lo hanno ritorvato nello stesso posto in cui la sua compagna è stata uccisa. Il corpo dell’animale è stato sotterrato e lui l’ha fiutato. “Gli ci è voluta un’ora e mezza per rompere la gabbia e un’altra ora per tornare sul posto… dista quasi sette miglia e non conosceva la strada” – ha detto il direttore dell’organizzaione.
Nonostante le svariate proposte di adozione ricevute per questo cane – molti tedeschi hanno inoltre offerto di pagare l’eventuale staffetta – i vicini hanno deciso di rispettare la decisione dell’animale di restare sul posto e stanno pianificando di costruirgli in riparo così che possa continuare a restare vicino alla compagna per il resto della sua vita.(Fonte:http://www.facebook.com/pages/Questo-%C3%A8-essere-vegetariani/183095388371617).

Buon Anno a tutti…!!!

Vi scrivo da questa sezione “I miei A-mici” proprio a significare che l’augurio che vi faccio per il Nuovo Anno, è esteso a tutti coloro che amano il mondo animale e a tutti coloro che non lo conoscono abbastanza…purtroppo non c’è posto nei miei auguri per chi perseguita quel mondo fino all’estremo…!!!
robertozarcone

Un forte abbraccio a tutti

…è sempre bello sapere di stare a pieno titolo nel cuore degli …AMICI…!!! Un forte abbraccio a tutti.
robertozarcone

Animals Asia Foundation a Napoli

Fondazione Mondragone
Napoli
Piazzetta Mondragone, 18
Venerdì 21 maggio ore 18,00

Jill Robinson ed il sogno del China Bear Rescue

“Alle volte riceviamo un messaggio dalla vita che è difficile ignorare. Per me, quel messaggio è arrivato nel 1993 quando sono entrata per la prima volta in una fabbrica di bile d’orso. Nulla mi aveva preparato per quel che avrei visto, incredula ho assistito ad una scena che avrebbe successivamente cambiato la mia vita e che avrebbe dato inizio al sogno del China Bear Rescue”.
Jill Robinson

- Gabbie strette, anguste, orsi imprigionati costretti all’immobilità, corpi ricoperti di piaghe, animali in preda al dolore e alla disperazione che sbattono il capo contro le sbarre, bestie impazzite che mordono i ferri o si procurano orribili ferite – queste le immagini che sconvolsero Jill Robinson nel 1993 durante la sua visita ad una fattoria della bile. E poi la zampa, quella enorme zampa penosamente tesa verso di lei: un orso imprigionato le toccava la spalla chiedendole forse aiuto. Jill strinse la zampa protesa promettendo all’orso che sarebbe tornata a salvarlo e dal desiderio di mantenere concretamente fede a quella promessa nasce il suo radicale e totalizzante impegno di vita.
Attualmente in Asia più di 10.000 Orsi della Luna sono torturati per l’estrazione della bile rimedio tradizionale della medicina cinese. Le gabbie dove sopravvivono in una lenta agonia che dura anche 25 anni, non consentono loro alcun movimento. La bile viene estratta attraverso rudimentali cateteri di metallo conficcati nell’addome dell’animale, spesso assicurati al corpo da un busto metallico detto metal jacket.
Dal 1993 Jill Robinson ha dato inizio ad un serrato confronto con le autorità cinesi allo scopo di porre fine a questa barbara attività e nel 1998 ha istituito Animals Asia Foundation. Attualmente sono 330 gli orsi della Luna che sono stati liberati dalle fattorie e che, dopo un lungo periodo di riabilitazione, vivono felici nel Centro di Chendù in Cina ed in quello vietnamita di Tam Dao vicino ad Hanoi.

La sconvolgente atrocità della condizione degli orsi delle fattorie della bile, conferisce a questo caso valore emblematico del modo in cui l’essere umano gestisce il potere e l’utilizzo indiscriminato del mondo animale. La riflessione profonda che ne scaturisce, nella prospettiva di un vero ed incisivo progresso morale, non può non costringerci ad un ripensamento su tutto il rapporto uomo animale ancora fortemente ancorato ad una ideologia del dominio e della sopraffazione.
Spezzare le anguste gabbie degli orsi delle fattorie della bile non solo significa ridare a questi splendidi animali la libertà, ma rappresenta un importante passo verso una più elevata coscienza etica collettiva che alla violenza ed al potere possa sostituire il rispetto e la comprensione empatica per ogni essere vivente.

Nell’ottobre del 2009 l’ENPA ha conferito a Jill Robinson un particolare riconoscimento per le sue attività di tutela, protezione e recupero degli Orsi della Luna e per l’impegno profuso nelle campagne per il rispetto dei loro diritti. L’adozione di un orso, salvato dalle fattorie della bile, da parte dell’Ente, ha sancito un proficuo rapporto di sinergia tra le due associazioni.
La splendida mostra di Oliviero Toscani allestita nella Piazza del Plebiscito grazie e la conferenza “Jill Robinson ed il China Bear Rescue” testimoniano gli ulteriori passi di questa efficace ed attiva collaborazione.

Saluto: Dott.ssa Giulia Parente Presidente della Fondazione Mondragone

Interventi di:

Carla Rocchi
Docente di Antropologia alla Università di Roma “La Sapienza” ha svolto attività politica ed è stata più volte eletta alla Camera ed al Senato della Repubblica. Ha ricoperto l’incarico di Sottosegretario di Stato per la Pubblica Istruzione dal 98 al 2000 e di Sottosegretario alla Sanità dal 2000 al 2001. Fa parte del Consiglio Direttivo dell’IPAM Italian Platform on Alternative Methods. Presidente dal 2007 dell’ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali, è la seconda donna a guidare l’Associazione dopo Anna Winter che la fondò insieme a Giuseppe Garibaldi nel 1871.

Jill Robinson
Nata in Gran Bretagna, nel 1985 si trasferisce a Hong Kong dove lavora come consulente per l’International Fund for Animal Welfare. Nel 1998 fonda Animals Asia Foundation.
Nel 1998 è nominata Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico (MBE) dalla regina Elisabetta II.
Nel 2005 vince il Marching Animal Welfare Award e nel 2006 si aggiudica la medaglia d’oro del Winsome Constance Kindness Trust per i servizi umanitari.
Nel 2008 viene nominata Outstanding Earth Champion del governo di Hong Kong e designata Ambasciatore per l’Asia nel World Animal Day.

Moderatrice: Dott.ssa Chiara Catapano, Responsabile Animals Asia Foundation Support Group Napoli

L’evento è stato organizzato da:

Animals Asia Foundation Italia
ENPA Ente Nazionale Protezione Animali Sez. Prov. di Napoli
Animals Asia Foundation Support Group Napoli

Trasporti
Bus C16: ( Mergellina – P.za Canneto) fermata P.za Cariati
Bus E6: (P.za Trieste e Trento – Rampe Brancaccio)
Funicolare Centrale (P.tta Augusteo – P.tta Fuga) Fermata Corso Vittorio Emanuele

Si ringrazia la Fondazione Mondragone per l’ospitalità offerta all’evento

Tutela dei diritti dei nostri “VERI AMICI”

Perchè la tua Pasqua sia veramente buona… non mangiarmi!!
Ad un mese di vita sarò strappato dalla mamma e trascinato brutalmente a
morire. Dopo un viaggio estenuante arriverò in un macello e sarò cosciente
mentre mi verrà tagliata la gola, verrò appeso ad un gancio e morirò lentamente
dissanguato.

In questo periodo infatti sono oltre 1.000.000 gli agnelli da uccidere in
pochi giorni e nei macelli non c’è tempo per applicare lo stordimento
preventivo. In un’atmosfera da incubo, gli agnellini hanno tutto il tempo di
avvertire l’odore del sangue e di aspettare terrorizzati il loro turno per
essere crudelmente sgozzati.

Non partecipare a questo massacro! Per fare festa scegli la vita, salvami!!!

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Seconda Giornata Mondiale per l’Abolizione della Carne

Resoconto delle iniziative in Italia

[English version below]

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Sono 22 le città italiane che hanno risposto all’appello del Coordinamento per l’Abolizione della Carne, organizzando eventi nel week-end del 30-31 gennaio 2010 (l’evento di Palermo si svolgerà domenica 7 febbraio), che si aggiungono alle decine di iniziative organizzate in Francia, Svizzera, Belgio, Germania, Sudafrica, Portogallo, Bolivia, Brasile, USA, Irlanda, Inghilterra e India.

Oltre ogni aspettativa l’adesione dei vegetariani e vegani scesi in piazza a chiedere pubblicamente l’abolizione degli allevamenti, della caccia e della pesca: 100 persone a Milano, 50 a Torino, 35 a Pordenone, 30 a Roma…

I manifestanti hanno dato vita a rappresentazioni simboliche di alto impatto, mascherandosi, incatenandosi, inscenando il lutto per gli animali sterminati nei macelli, o la loro riduzione ad oggetti, proiettando le immagini del massacro o diffondendo le grida delle vittime; testimoniando quindi la portata di questa tragedia e portandola per una volta all’attenzione pubblica per pretendere ciò che raramente noi stessi abbiamo il coraggio di pretendere: la fine di questa strage quotidiana.

Sono stati distribuiti migliaia di volantini, di copie del test sugli allevamenti e del sondaggio sull’abolizione della carne (disponibili qui: http://aboliamolacarne.blogspot.com/2010/01/materiali-per-la-seconda-giornata.html ).

Gli eventi hanno avuto un buon riscontro sui mezzi di comunicazione: diversi giornali e radio hanno riportato il messaggio dell’abolizione della carne raccontando le iniziative locali, e la RAI ha documentato alcuni presidi (Milano e Pordenone) recandosi sul posto.

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I report completi dei vari eventi italiani, con foto e video dei partecipanti, saranno disponibili sul blog del Coordinamento Nazionale per l’Abolizione della Carne http://aboliamolacarne.blogspot.com .

Le foto pervenute finora sono pubblicate sugli album disponibili qui: http://picasaweb.google.it/abolizionecarne

Altre foto sono disponibili nei rispettivi eventi creati su facebook.

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Chi ha immagini o filmati non pubblicati, può inviarli alla casella abolizionecarne@gmail.com .

Sul blog italiano verrà pubblicata nei prossimi giorni una breve rassegna stampa.

I resoconti e le foto delle iniziative estere saranno disponibili sul sito www.nomoremeat.org .

Ricordiamo che il presidio di Palermo si svolgerà domenica 7 febbraio, dalle 16 alle 20, in Piazza Ruggiero Settimo – Politeama (contatto: f.vento@gmail.com).

Nel ringraziare tutt* gli/le attivist* per l’ottima riuscita dell’iniziativa, vogliamo fin da subito preannunciare che è stata indetta un’altra

GIORNATA PER L’ABOLIZIONE DELLA CARNE

La giornata avrà luogo nel week-end del

17-18 APRILE 2010

circa un mese prima del Veggie Pride di Milano e Lione (15 maggio).

Invitiamo quindi i gruppi che hanno organizzato le iniziative locali a contattarci per segnalare la propria disponibilità, fiduciosi che altre città si aggiungeranno alla lista.

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Coordinamento Italiano per l’Abolizione della Carne

http://aboliamolacarne.blogspot.com

abolizionecarne@gmail.com

327-3209085

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[English Version]

2nd World Day for the Abolition of Meat – A report from Italy

22 towns answered the call for action for the Abolition of Meat, planning events on January 30-31.

An extraordinarily large number of veg*ans participated by demonstrating against farming, hunting and fishing: 100 persons in Milan, 50 in Turin, 35 in Pordenone, 30 in Rome…

The activists created effective happenings, with masks and chains, forming lively representations of the objectification of animals and of mourning for their butchery, showing videos of animal exploitation and filling the air with the victims’ cries. We displayed the significance of this tragedy and brought it to public attention, in order to voice what we ourselves seldom dare to say: end the ongoing slaughter!

We handed out thousands of flyers and quizzes on the life of farmed animals (available here: http://aboliamolacarne.blogspot.com/2010/01/materiali-per-la-seconda-giornata.html ).

The happenings were well covered by the medias: many newspapers and radios talked about the abolition of meat , reporting local demos, and the national TV followed the demos in Milan and Pordenone.

Complete reports with photos and videos from each town will be available at http://aboliamolacarne.blogspot.com (photo gallery here: http://picasaweb.google.it/abolizionecarne).

The Italian Network for the Abolition of Meat wishes to thank all the activists for their contribution and hopes to see them soon.

We are happy to inform that Italy is planning another Day for the Abolition of Meat on April 17-18!

We will publish details about the planned events soon.

Seconda Giornata Mondiale di Abolizione della Carne 31 gennaio 2010 Iniziative in Italia

Domenica 31 gennaio, avrà luogo in diversi paesi la seconda Giornata Mondiale per l’Abolizione della Carne.
Diversi singoli e gruppi si stanno attivando per organizzare iniziative di vario tipo (presidi, banchetti, volantinaggi, dibattiti, ecc.) nelle città di tutto il mondo.
Per quanto riguarda l’Italia, sono già previste iniziative a Bari, Firenze, Milano, Pordenone, Roma, Torino.
Di seguito il dettaglio degli appuntamenti, che si svolgeranno domenica 31 gennaio (pomeriggio) o in alcuni casi sabato 30 gennaio (pomeriggio).
Chi fosse interessato ad organizzare un’iniziativa (da un semplice volantinaggio ad un presidio), ricevere materiali (volantini, ecc.) o informazioni sulle altre iniziative può contattare il Coordinamento Italiano al seguente indirizzo: abolizionecarne@gmail.com
Elenco delle iniziative attualmente in programma (seguiranno aggiornamenti):

Roma – Presidio domenica 31 gennaio
Luogo da definire
http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/event.php?eid=242910573896&ref=ts

Pordenone – Presidio domenica 31 gennaio
Luogo da definire
http://www.facebook.com/event.php?eid=208158829604&ref=mf#/event.php?eid=261717993503&ref=ts

Firenze – Presidio sabato 30 gennaio
Luogo da definire
www.antispecismo.net (Animali della Tosca)

Bari – Presidio domenica 31 gennaio
Luogo da definire
http://pugliavegana.wordpress.com (puglia vegana)
http://www.facebook.com/event.php?eid=363653435471&ref=ts#/event.php?eid=401034000424&ref=ts

Torino – Presidio domenica 31 gennaio
Luogo da definire
http://www.facebook.com/event.php?eid=363653435471&ref=ts#/event.php?eid=208158829604&ref=ts

Milano – Presidio domenica 31 gennaio ore 15
Via Dante ang. Largo Cairoli (MM1 Cairoli)
http://www.facebook.com/event.php?eid=208158829604&ref=mf#/event.php?eid=232129625663&ref=ts (comitato organizzatore Veggie Pride 2010)

Contatti: abolizionecarne@gmail.com – tel. 327-3209085
I resoconti delle iniziative svoltesi in Italia lo scorso anno sono disponibili su
I resoconti delle iniziative svoltesi nel mondo sono disponibili su
www.nomoremeat.org (“action reports”)

Che cos’è la Giornata Mondiale per l’Abolizione della Carne?
La Giornata Mondiale per l’Abolizione della Carne vuole promuovere presso il grande pubblico la rivendicazione politica di abolizione dell’assassinio di animali a scopo alimentare. Sei milioni di esseri sensibili vengono uccisi nel mondo ogni ora (!) per essere trasformati in carne; senza neanche contare il massacro dei pesci e la sofferenza di vacche e galline ovaiole, recluse, sfruttate ed infine ammazzate in giovanissima età.

Il consumo di carne e prodotti animali causa più sofferenza e morte di ogni altra attività umana, pur non essendo affatto necessario.

Continua sul sito del Coordinamento Italiano: http://aboliamolacarne.blogspot.com/ ]
Sito del Coordinamento Internazionale: www.nomoremeat.org“>www.nomoremeat.org
Per info: abolizionecarne@gmail.com

Ricordiamo inoltre che sabato 23 gennaio, a Milano, si terrà una conferenza-dibattito sul tema, con alcuni dei fondatori del Movimento per l’Abolizione della Carne. L’incontro si svolgerà dalle ore 10 alle ore 13 presso lo Spazio Civico Chiamamilano, largo Corsia dei Servi 11 (MM Duomo).
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A presto,
lo staff del Veggie Pride

http://www.veggiepride.it/
tel. 327-3209085

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Gli indirizzi e-mail presenti nel nostro archivio ci sono stati comunicati espressamente per nostra richiesta o provengono da richieste di iscrizioni pervenute al nostro sito o da elenchi e servizi di pubblico dominio pubblicati in Internet, da dove sono stati prelevati, o da messaggi e-mail a noi pervenuti in conformità alla Legge 193/2003, nel rispetto del trattamento di dati personali, questo messaggio non può essere considerato SPAM poiché include la possibilità di essere rimosso da invii ulteriori.

Per essere cancellati dal nostro elenco mandateci una e-mail con oggetto “Cancella”. La mail non contiene né pubblicità né promozioni commerciali.

Auguri!!!

Rivolgo un Augurio sincero a tutti gli esseri viventi perchè non ci debba essere più discriminazione tra loro, perchè vinca l’Amore per i nostri A-Mici sull’arroganza e la prevaricazione che in alta percentuale appartengono all’essere umano.
Auguri a tutti.
robertozarcone

Verona: LAV fa sequestrare 10 animali maltrattati

10/07/2009
Su istanza della LAV la Procura dispone il sequestro di 5 cinghiali, 1 asina, 1 cavallo e 3 cani, tutti ora affidati alla LAV di Verona.

A seguito di richiesta della sede LAV di Verona, gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, su disposizione del P. M., dott. Pier Umberto Vallerin, hanno sequestrato 5 cinghiali, 1 asina, 1 cavallo e tre cani in località La Masua di Corrubio di Sant’Anna d’Alfaedo.
Gli animali erano costretti a vivere da tempo in condizioni igienico-sanitarie gravemente carenti, in spazi angusti e bui per buona parte dell’anno, avendo a disposizione soltanto poca acqua putrida e cibo scadente. In particolare, i cani venivano alimentati con pasta cruda scaduta, gettata da una finestra all’interno del capannone dove erano rinchiusi, obbligati a stare sopra un pavimento di terra battuta coperto di escrementi. Terribile anche la situazione della cinghialessa più vecchia, prigioniera in un recinto sporco e buio.
“Infliggere privazioni agli animali, costringendoli in condizioni che offendono la loro sensibilità psicofisica quali esseri viventi portatori di diritti individuali, capaci di reagire agli stimoli del dolore come alle amorevoli attenzioni dell’uomo, viene considerato oggi, grazie alla recente legge sul maltrattamento degli animali, un reato punibile penalmente” dice Lorenza Zanaboni, Responsabile della sede LAV di Verona. “Per consumare il reato non è necessaria una volontà di infliggere sofferenza: bastano incuria e abbandono, insensibilità e indifferenza, ovvero incapacità a rapportarsi con attenzione nei confronti delle leggi biologiche del mondo animale.”
La LAV ringrazia gli uomini della Forestale di Verona, che mostrano di svolgere il loro lavoro con professionalità, passione e competenza, e il magistrato, dott. Pier Umberto Vallerin, per aver correttamente interpretato la normativa vigente, cogliendone gli aspetti innovativi che hanno trasformato la tutela degli animali in un concetto più avanzato ed eticamente molto più pregnante rispetto alla semplice protezione di cani e gatti o altri animali d’affezione.
Oggi infatti, grazie alla legge 189/04 ed alla sensibilità di un numero sempre maggiore di magistrati, la difesa dei diritti animali è estesa a situazioni quali il trasporto, la detenzione in condizioni inadeguate o l’incuria ed il maltrattamento anche di animali da reddito, come dimostrato da recenti episodi accaduti nella nostra provincia. (fonte: Lav).

Veggie Pride

PRESIDIO PER LA LIBERAZIONE ANIMALE
GIOVEDI’ 25 GIUGNO
ore 10 MILANO P.ZZA CADORNA
ore 15 via OLONA (di fronte al supermercato PAM)
Gli animali sono oggetti, liberarli è una rapina…

Questa è la storia dell’incontro fra una cena e una persona.

L’11 ottobre 2007, sulla ghiacciaia del pam di via Olona di Milano, sotto gli occhi di tutti, qualcuno agonizzava. Agonizzava da giorni. Il corpo gelato, i sensi annebbiati dal freddo. Agonizzava senza sapere perchè. Agonizzava e aveva paura.
Sdraiata su una ghiacciaia, una cena conosceva il terrore, il dolore, la nostalgia… Quella cena, in silenzio, urlava… Quella cena che sognava il mare…
Un continuo rumore copriva quel grido silenzioso e disperato, rendendo quel qualcuno cena silenziosa.
Ma ascoltando per un attimo il silenzio, era impossibile sottrarsi alle urla inascoltate di una cena, che in silenzio piangeva.
Quel giorno, una cena e una persona si guardavano e si ascoltavano. E poi correvano, insieme, verso il sogno di chi era nato astice ed era stato trasformato in cena. Verso il sogno di chi, sognando, piangeva.
Ma una ragazza ora correva fuori da un supermercato con in mano una cena!
L’uomo saltava giù dal camion e bloccava quella ladra di cene costosissime. Chiamava la polizia, per fermare definitivamente quella criminale.
Quella sera, mentre una ladra veniva arrestata per rapina, una cena cuoceva…

Giovedì 5 marzo, avrebbe dovuto avere luogo l’udienza di dibattimento del processo per rapina, in cui avrebbe dovuto essere letta la lettera di rivendicazione che incolliamo qui sotto. All’ultimo momento però l’udienza è stata rimandata al 25 giugno. Abbiamo comunque deciso di cogliere quest’occasione, per poter urlare che un animale non è una cena e che una liberazione non è una rapina.

Giovedì 25 giugno avrà luogo l’udienza di dibattimento. Contemporaneamente, si svolgerà un presidio per la liberazione animale:

Ognuno sarà il benvenuto, ma ci piacerebbe non avere sigle o bandiere, per dire ciò che
profondamente sentiamo come persone.

Intanto, nel tribunale dei minori di Milano, verrà letta la rivendicazione che incolliamo qui sotto.

LETTERA DI UN ASTICE AD UN GIUDICE
UNO DEI MILIONI… PROPRIO UNO… PROPRIO LUI…

Immaginate per un attimo di essere sdraiati in una scatola di vetro, a pancia in giù sul ghiaccio, con mani e piedi legati e un pezzo di nastro adesivo sulla bocca. E’ ormai una giornata che siete in quella posizione, o forse cinque minuti, in effetti vi è difficile dirlo con precisione. Siete legati in mezzo a centinaia di giganteschi pacchetti di tetrapack, sacchetti di plastica, bottiglie di lemonsoda, elastici e spazzole per capelli. Centinaia di persone si muovono intorno a voi. Vi guardano, ma sembrano non vedervi, prese a saltare da uno scaffale all’altro, come tutte spinte da uno stesso impulso perverso a voi sconosciuto. Quante ore, o giorni, o minuti saranno passati? qualcuno si ferma, vi osserva, dice qualcosa in una lingua incomprensibile. Un’altra voce risponde da dietro la vostra testa, che è ormai talmente infreddolita da non pensare nemmeno di poterla provare a girare. Da quanti anni, o giorni, siete chiusi lì dentro? ogni secondo dura un minuto, ogni minuto un’ora, mentre contate il tempo secondo dopo secondo, e ad ogni secondo vi chiedete quanti altri ne dovranno seguire. Un guanto enorme si protende verso di voi, vi solleva. La prima voce parla un’altra volta e voi vi ritrovate di nuovo con la pancia sul ghiaccio. Qualcuno di fianco a voi viene sollevato a sua volta e chiuso in un pacchetto di cellofan. Due persone, mentre scelgono le patatine fritte nello scaffale vicino al vostro, guardano la scena come fosse la cosa più normale del mondo. Tutti intorno a voi si comportano come se lo fosse.

Voi li guardate senza capirli e vi chiedete perché siete chiusi lì dentro… e forse è un bene che di questa domanda non possiate conoscere la risposta…

Io vivevo nel buco di uno scoglio (forse questa frase avrei dovuto interromperla a “io vivevo”), levigato dalle onde del mare. Conoscevo perfettamente il mio fondale e sapevo che ogni onda avrebbe portato qualcosa di diverso e di nuovo. Me ne stavo lì, per giornate intere sulla mia roccia, a sentire il risucchio delle onde sul mio corpo immobile.

Non so come abbia fatto a ritrovarmi catapultato all’inferno, è stato un attimo, quello che mi ricordo è solo il fondo del mare, e poi decine, centinaia di pesci schiacciarsi e contorcersi sulla mia schiena e sotto la mia pancia. L’acqua che scendeva, sempre di più, trascinandoci verso il basso, lasciandoci soffocare sempre più schiacciati l’uno sopra l’altro in balia della forza di gravità, ammucchiati come una catasta di legna. Avevo paura, non capivo. All’improvviso siamo precipitati su un piano duro e asciutto. Vedevo tutti morire soffocati, in preda alle convulsioni.

Poi mi sono sentito sollevare, qualcosa di stretto e doloroso mi costringeva le chele. Io non capivo, non sapevo cosa stesse succedendo, tuttora non so cosa sia successo né cosa succeda. Non so come né perchè mi sia ritrovato all’inferno. Il mio corpo è atrofizzato dal ghiaccio. Fatico a muovere le zampe. Un dolore costante e logorante mi stringe la testa e non mi lascia un solo istante di tregua. Mi chiedo perchè, mi chiedo cosa sia il posto in cui mi trovo. Dove sono le onde del mare? Mi chiedo da quanto tempo mi trovo qui e quanto ancora ne dovrà passare. Mi chiedo se sarà questo il posto in cui dovrò morire o cosa ancora mi aspetti. e intanto aspetto, aspetto rassegnato, secondo dopo secondo. Conto il tempo, senza lasciar passare un solo secondo senza chiedermi come e perchè sia stato strappato al mio mare e se mai potrò rivederlo.

E grido in silenzio, perchè voi non la potete sentire la mia voce straziata. E imploro chi di voi ha un cuore di riportarmi a casa.

Un astice dei milioni… proprio uno… proprio io..

In questo processo ci sono due parti in causa: una si deve difendere dall’accusa di rapina, l’altra è quella che accusa. Ogni anno migliaia di astici muoiono bolliti vivi, miliardi di animali vengono torturati uccisi per soddisfare il nostro palato. Al mondo esistono milioni di lager, in cui gli animali non sono che numeri, fatti nascere al solo scopo di essere sfruttati e uccisi, considerati alla stregua di macchine che convertono i mangimi in carne, latte, uova, pellicce, risultati di esperimenti.

Trovo ai limiti dell’assurdo che in questo processo sia io a trovarmi al banco degli imputati, per questo motivo ho voluto con la presente lettera chiamare a testimoniare la vera vittima di tutta la vicenda, l’unico testimone che credo meriti veramente di essere ascoltato. Purtroppo ho dovuto usare sentimenti, parole, sensazioni e pensieri umani per provare a rendere vagamente l’idea della profonda angoscia e del dolore provati dall’animale, e dell’insensatezza della diffusa convinzione che chi ne è responsabile sia nel giusto. E’ evidente che si tratti di un espediente letterario e sono consapevole del fatto che l’astice non possa aver provato tali sensazioni così come descritte, ma era l’unico modo per rendere l’idea avvicinandosene il più possibile. So comunque di non essere riuscita nel mio scopo, tuttavia non avrei potuto in alcun modo farlo. Si tratta di situazioni che chi ha vissuto non potrà mai raccontare e da chi non sono state vissute non potranno mai essere comprese… mai sul serio… mai fino in fondo… Tuttavia è sufficiente guardare un animale negli occhi per capire che dietro ad ognuno di loro, così come ad ognuno di noi, si trova un intero mondo, un mondo che nessuno ha il diritto di distruggere deliberatamente.

Considero questo processo un’occasione per provare a dare voce a tutti coloro le cui grida straziate non fanno che rimbalzare contro un muro di silenzio. Ritengo necessario non rinnegare quelle che sono state le vere ragioni del mio gesto per fermarci tutti un attimo a riflettere su cose erroneamente date per scontate, io con voi.

Il grattacielo in cui viviamo, la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto è una cattedrale, dalle finestre dei piani superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato. Ed il tutto si regge su un pregiudizio, simile a quello razzista o sessista, il pregiudizio antropocentrico, che giustifica la diversa considerazione degli interessi su base di specie. La scala dei valori è stata completamente ribaltata, conformemente alle esigenze umane, fino al punto di attribuire diverso valore alla sofferenza a seconda del grado di “razionalità” di chi la prova, senza minimamente considerare il fatto che sentimenti e sensazioni come dolore, paura, istinto ed interesse alla sopravvivenza, terrore, percezione della vita e della morte, non sono affatto connessi alla “ragione”, ma semmai alla sensibilità, propria degli altri animali così come dell’animale umano. A dire la verità, comunque, non è neanche propriamente la razionalità ad essere portata come principio discriminante, ma la mera appartenenza di specie.

Prendiamo in analisi il caso di un uomo portatore di un handicap tale da renderlo privo di capacità razionali, ma non di sensibilità. Ragionando in modo laico, coerentemente con l’assunto che la razionalità sia il principio che stabilisce il valore della vita, della morte e della sofferenza, l’individuo in questione dovrebbe essere considerato (e di conseguenza trattato) alla stregua di un animale-non-umano, ovvero come un potenziale mezzo che consenta ai cosiddetti “esseri razionali” di conseguire i propri fini. Il fatto che ciò (fortunatamente) non avvenga, rivela un’evidente contraddizione. L’opposta valutazione che spinge in un caso ad infliggere e nell’altro a evitare la sofferenza, non è forse il sintomo di un atteggiamento schizofrenico? Perché non si ha il coraggio di mettere in discussione i principi che lo ispirano, invece di elevarli a verità assolute e indiscutibili? Se lo si facesse, forse un gesto come il mio risulterebbe non solo comprensibile, ma addirittura doveroso ed inevitabile.

Io ho visto la sofferenza negli occhi di quegli animali, questo è stato il motore del mio gesto. La pietas, uno dei più nobili fra tutti i sentimenti. Ho portato una serie di ragioni perfettamente in grado di essere capite. Voi avete la facoltà di stabilire se restituire la dignità ad un essere senziente sia o meno un gesto criminale, ma prima che possiate decidere se volervi prendere questa responsabilità, voglio appellarmi al vostro buon senso, vorrei che voi provaste a chiedervi: siete fino in fondo sicuri di avere il diritto di farlo? E siete certi di poter soprassedere su quanto sopra detto?

…E siete disposti a prendervi la responsabilità di riconoscere la tortura e di condannare la compassione e l’empatia? (fonte: Veggie Pride)