I programmi di cessazione del fumo sono in grado di ridurre la mortalità in modo sostanziale, anche se riescono a mantenere un’astinenza prolungato solo in una ristretta minoranza dei partecipanti. Anche se cessare di fumare diminuisce di sicuro la mortalità , il più forte supporto per questa asserzione viene da studi di coorte, laddove fumatori e soggetti che hanno smesso erano auto-selezionati. I risultati degli studi randomizzati, che evitano il problema della selezione, sono stati largamente deludenti in quanto i benefici in termini di mortalità non sono risultati ben chiari oppure non è stato possibile attribuirli univocamente alla cessazione del fumo. Il presente studio, invece, dimostra l’impatto sostanziale che i programmi di cessazione del fumo potrebbero avere sulla salute pubblica, anche se sono pochi i partecipanti a smettere di fumare con successo. Il fumo risulta casualmente responsabile dell’aumento del rischio di morte nei fumatori: l’intervento dei medici nei programmi aumenta il tasso di successo, ed i medici stessi dovrebbero seguire le linee guida raccomandate ottenendo un’anamnesi relativa al fumo da tutti i partecipanti ed assistendo il fumatore nello smettere. (Ann Intern Med. 2005; 142: 233-9)[fonte: DoctorNews.it]

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