Il fumo in gravidanza riduce la produzione di ossido nitrico nel letto vascolare fetale, riducendo pertanto anche il flusso ematico al feto, e ritardando pertanto anche la crescita. Si tratta di una delle prime occasioni in cui viene mostrato un parametro biochimico di ciò che accade alla base dell’insorgenza del basso peso neonatale: è noto da 50 anni che i bambini delle madri che fumano sono esposti al rischio di basso peso neonatale, ma oggi è stata indicata una possibile spiegazione del fatto che vi sia una restrizione del flusso ematico al feto. Sono in progetto nuovi studi atti a determinare se la compromissione della funzionalità vascolare nel feto si traduca o meno in arteriosclerosi nelle fasi successive della vita. (Circulation online 2009, pubblicato il 3/2) (fonte: DoctorNews).
Roma, 24 ott. (Adnkronos Salute) – Occhio allo spinello in gravidanza. La “diffusa convinzione” che i prodotti della canapa siano caratterizzati da una trascurabile tossicità porta troppo spesso a sottovalutarne i rischi per il bebè. Ma “i dati disponibili evidenziano l’esistenza di una diretta correlazione tra l’entità del consumo di derivati della cannabis in gravidanza e l’incidenza di alterazioni neurocomportamentali nel bambino”. Lo sottolineano Silvana Gaetani e Vincenzo Cuomo del Dipartimento di fisiologia e farmacologia Erspamer dell’Università Sapienza di Roma, in uno studio presentato all’VIII Convegno nazionale scienze della vita, organizzato dal Consorzio interuniversitario Inbb e in corso a Roma.Marijuana e hashish “sono sostanze largamente abusate dalle donne in attesa nel Paesi occidentali”, affermano i ricercatori nella loro relazione. Un’abitudine nata dalla convinzione che lo spinello non comporti pericoli. Ma secondo i due studiosi non è così, anzi. “Alla nascita possono essere presenti tremori e una ridotta capacità di tollerare gli stimoli visivi”, ma è “con la crescita – avvertono – che meglio si delineano i disturbi neurocomportamentali. A 3 anni sono stati evidenziati ritardi nello sviluppo del linguaggio e disturbi del pattern del sonno, mentre a 4 anni sono state descritte una ritta capacità nei test di percezione visiva, disturbi di memoria e attenzione, e difficoltà di interazione”. Inoltre, alcune recenti indagini sui topi, eseguite fra gli altri dal team della Sapienza, suggeriscono che l’esposizione ai cannabinoidi nel pancione induce “sottili modificazioni neurocomportamentali nella prole”, e delle “anomalie nelle interazioni sociali”. Gli studi sugli animali di laboratorio sono stati condotti per valutare meglio l’effetto in base alla dose assunta dalla mamma. E i risultati sono allarmanti: secondo gli studiosi italiani, dunque, non è il caso di sottovalutare i pericoli per il bebè in arrivo, legato agli spinelli in gravidanza.(fonte: Univadis).
I neonati di madri depresse hanno maggiori probabilità di avere episodi di diarrea ogni anno rispetto agli altri. In uno studio precedente era stato dimostrato che la depressione antenatale fosse associata ad un basso peso neonatale ed ad una scarsa crescita nel primo anno di vita, ma non era chiaro se l'aumento dei tassi di infezioni diarroiche, osservato nei neonati di queste madri, fosse il risultato di una subnutrizione o fosse indipendentemente associato ad una depressione materna che proseguisse oltre il periodo antenatale. E' plausibile che la disabilità associata alla depressione possa interferire con le attività assistenziali verso il bambino, aumentando il rischio per la sua salute. Considerando mortalità ed anni trascorsi in stato di disabilità, diarrea e depressione unipolare sono rispettivamente la seconda e la quarta malattia più pesante del mondo: l'associazione fra questi due problemi importanti per la salute pubblica indica che è necessario un intervento integrato ed olistico che possa essere applicato in modo pragmatico onde ridurre il carico per madri e bambini che vivono nelle zone in via di sviluppo. (Arch Dis Child online 2006, pubblicato l'11/9) [fonte:DoctorNews.it]
La nascita pretermine è associata ad un rischio quasi triplicato di disordine ipercinetico, mentre i neonati a termine di basso peso presentano un rischio quasi doppio rispetto alla norma. Non è noto se l'aumento del rischio di ipercinesi/ADHD sia associato a meccanismi correlati al parto, meccanismi che causano un parto pretermine o a condizioni che influenzano il bambino nel periodo neonatale. Continue reading ‘Pretermine e di basso peso a rischio di iperattività ’
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