Archive for the 'nutrizione' Category

Caffè protettivo per i tumori

“Il caffè non aumenta il rischio di alcun tipo di tumore e, in dose moderata, può definirsi benefico per la salute umana” lo dice la comunità scientifica nazionale e internazionale. Oggi siamo certi che oltre alla mancanza di relazione fra la bevanda e l’insorgenza di alcune patologie in area cardiovascolare, epatica e gastrointestinale, il caffè protegge non solo dallo sviluppo di alcune patologie come Cirrosi, Alzheimer e Parkinson, Diabete di tipo 2, ma anche dall’insorgenza di alcuni tumori. Studiata da circa 40 anni, a iniziare con la Monografia IARC (International Agency for Research on Cancer – 1990), la relazione fra consumo di caffè e rischio di tumore (mortalità totale o mortalità totale per tutti i tumori insieme) non ha trovato conferme così come non le ha trovate nello studio di tumori in varie sedi anatomiche.

Anzi, alcuni studi hanno addirittura mostrato, tra i bevitori di caffè, una diminuzione di rischio per diversi specifici tumori. In ultimo, il consumo di caffè sembra associato in modo inverso con il rischio di cirrosi e tumore al fegato, di tumore dell’endometrio e di tumore del colon. Se si eccettua un leggero aumento di rischio di tumore alla vescica, probabilmente non causale, data la mancanza di una relazione con la quantità consumata riscontrata nella maggior parte degli studi, si può concludere che il consumo di caffè non aumenta il rischio di nessun tipo di tumore. La comunità scientifica ha dichiarato che nel soggetto sano un consumo moderato di caffè, fra le 3 e le 4 tazzine al giorno, non rappresenta un rischio di neoplasie e anzi può avere moderati effetti benefici e preventivi sul rischio di insorgenza di alcuni tumori e quindi può fare parte di un regime alimentare equilibrato.

Utili approfondimenti sul libretto Caffè e Tumori (a cura dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) reperibile attraverso il sito www.caffemedicina.it, che va ad arricchire la monografia Caffè e Salute. (fonte: medikey).

Con 3 caffè al giorno effetto 'scudo' contro il cancro

Milano, 16 giu. (Adnkronos Salute) – Tre caffe al giorno per proteggersi dai tumori. L’espresso si ritaglia un posto d’onore nella dieta anti-cancro. A ‘sdoganarlo’ i ricercatori dell’Istituto farmacologico Mario Negri di Milano, che hanno approfondito con lunghi studi e revisioni sistematiche l’effetto protettivo della bevanda protagonista delle colazioni e delle ‘pause-lavoro’ degli italiani. Risultato: “Da un’accurata revisione della letteratura, il caffè sembra avere un effetto protettivo sul rischio di alcuni tumori dell’apparato digerente, come il tumore del colon e del fegato”, riepiloga oggi durante un incontro a Milano Alessandra Tavani, capo del Laboratorio di epidemiologia delle malattie croniche all’istituto di via La Masa. E’ proprio uno studio italiano, basato su 2.166 casi di tumore del colon, ad aver mostrato come il consumo di caffè si associ a un ridotto rischio di cancro. “Oltre alla presenza di antiossidanti e sostanze antimutageniche – argomenta Tavani – nel colon il caffè riduce la secrezione di colesterolo e acidi biliari, stimola la secrezione di steroli neutri e aumenta la motilità”. Quanto al fegato, prosegue l’esperta, il consumo di caffè è inversamente associato al rischio di cirrosi epatica, importante fattore di rischio del tumore. Non solo: contiene anche due sostanze, kahweolo e cafestolo, protettive per il fegato. Che sia moka o espresso, miscela arabica o liberica, poco importa, spiegano gli esperti del Mario Negri che, con l’Istituto nazionale per la ricerca sull’alimentazione e nutrizione (Inran), hanno curato un libretto informativo su ‘Caffè e tumori’. A berlo sono 2 italiani su 3, e la dose consigliata dagli esperti è massimo 3 tazze al giorno, equivalenti a 300 mg di caffeina totale. “Il caffè è soprattutto alleato delle donne – aggiunge Carlo La Vecchia, capo del Dipartimento di epidemiologia dell’Istituto Mario Negri – con i suoi effetti protettivi nei confronti del tumore dell’endometrio”, la mucosa che riveste internamente l’utero. Uno studio, condotto a partire dal 2000 su 450 casi e oltre 900 controlli da un gruppo di ricercatori dell’università degli Studi di Milano, di due centri di riferimento oncologici (Aviano e Napoli) e del Mario Negri, ha documentato un rischio ridotto fino al 50% nelle forti bevitrici di caffè (più di 4 tazze). Stesso esito hanno avuto le revisioni sistematiche di precedenti studi. Il segreto, conclude La Vecchia, è “negli effetti favorevoli che il caffè esercita sul metabolismo degli estrogeni (riducendoli), sui livelli di insulina e sui fattori di crescita legati all’insulina. Proprietà confermate anche dal fatto che la frequenza del diabete è ridotta nei consumatori di caffè”. (fonte: univadis).

Alimentazione a base di pesce rischiosa per l'ambiente

Le prove a favore dei benefici per la salute derivanti dal consumare più portate a base di pesce non sono concludenti, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione degli eventi coronarici primari, e devono anche essere valutate a fronte delle proiezioni secondo le quali le riserve mondiali di pesce si esauriranno entro 40 anni se le attuali intensità di consumo persisteranno. Finché non diverranno disponibili fonti alternative di acidi grassi omega-3 da piante, alghe o funghi, sarebbe responsabile evitare di suggerire di aumentare il consumo di questi nutrienti tramite il pesce nelle zone più sviluppate. Le associazioni cardiologiche, tuttavia, continuano a suggerire il consumo di due portate a base di pesce alla settimana per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Si tratta però di una pratica i cui benefici non sono dimostrati in soggetti che seguono una dieta sana, fanno esercizio e mantengono un peso salutare. Le meta-analisi e gli studi individuali sono divisi sulla valenza dell’olio di pesce nella prevenzione delle coronaropatie: lo studio Prevenzione ha riportato un beneficio del 15 percento sull’esito combinato costituito da mortalità complessiva, infarto non fatale ed ictus non fatale, ma lo studio DART-2 ha dimostrato che gli uomini con angina a cui è stato consigliato di assumere olio di pesce sono andati incontro ad un aumento del rischio di mortalità per cause cardiache. Allo stesso modo, una meta-analisi di tre importanti studi sui defibrillatori impiantabili ha registrato benefici per alcuni soggetti e nocumento per altri dall’assunzione di questo alimento. (CMAJ 2009; 180: 633-7) (fonte: DoctorNews).

Lo studio, i vegetariani si ammalano meno

Roma, 16 mar. (Adnkronos Salute) – Il cancro fa meno paura a chi a tavola bandisce carne rossa per far spazio a verdure, pesce e legumi. I vegetariani, infatti, sembrerebbero correre meno rischi di ammalarsi di tumori rispetto a chi non disdegna la bistecca nel menu. E la conclusione a cui è giunto un maxi studio britannico che ha reclutato ben 52.700 volontari, uomini e donne, tra i 20 e gli 89 anni.La ricerca, pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition, riserva anche una sorpresa, mostrando un’incidenza più alta di tumore colorettale tra i vegetariani, nonostante questa neoplasia sia solitamente legata al consumo di carne rossa. Per il resto, però, chi predilige una ‘tavola verde’ corre meno pericoli di ammalarsi. Il campione di volontari è stato selezionato in Gran Bretagna negli anni ’90, in base a preferenze e abitudini alimentari. Dunque suddiviso in quattro gruppi, tra carnivori, vegetariani, consumatori di pesce e vegani, ovvero quelli che non mangiano neanche pesce e uova. L’analisi ha quindi rivelato una significativa minore incidenza di tutti i tipi di cancro tra i vegetariani e tra quanti alla carne preferiscono il pesce, eccezion fatta per il cancro al colon retto, in totale controtendenza.(fonte: Univadis).

Enormi i rischi dalla Cina

L’allarme diffuso a livello internazionale dallo scandalo del latte cinese alla melamina non accenna a placarsi. Con l’arrivo dei primi risultati dei controlli scattati a tappeto sui prodotti alimentari ‘made in China’ emerge un quadro allarmante. “La Cina è protagonista di uno dei più grandi attentati alla salute del pianeta in tempi recenti, da quando cioè esistono i controlli”, sottolinea il sottosegretario al Welfare Francesca Martini, ieri a Roma durante un incontro organizzato per fare il punto sui controlli italiani. A questo punto l’obiettivo è quello di “tenere alta l’attenzione ed estendere al massimo i controlli. Anche per questo tutti i prodotti alimentari di origine cinese saranno concentrati in quattro punti d’ingresso, per consentire esami più stringenti e concentrare le nostre forze”. I centri prescelti sono due aeroporti, Milano Malpensa e Roma Fiumicino, e due porti: quello di Genova e quello di Napoli. “In questo modo – conclude – sarà possibile eseguire verifiche in modo ancor più capillare”.
(fonte: DoctorNews)

Tipo 2: cioccolata migliora salute arterie

I benefici del cacao, noto di recente per la sua capacità di ridurre la pressione e migliorare la funzionalità endoteliale, si estende anche ai pazienti diabetici: una grossa tazza di cioccolata calda può infatti invertire le disfunzioni vascolari in questi pazienti, il che suggerisce un potenziale terapeutico del cacao in questa popolazione. Le diete contenenti flavonoidi dunque possono ridurre gli eventi cardiovascolari nei pazienti diabetici. Si tratta di un sottogruppo di sostanze fitochimiche di derivazione vegetale contenute anche in alimenti quali frutta e verdura, the e vino rosso, che hanno effetti benefici su ossidazione delle LDL, aggregazione piastrinica, sensibilità all’insulina, funzionalità endoteliale e pressione. (J Am Coll Cardiol 2008; 51: 2141-9 e 2150-2)(fonte: DoctorNews.it)

Apporto proteine vegetali inversamente correlato alla pressione

L’apporto di proteine vegetali è inversamente associato all’ipertensione, mentre non vi è alcuna associazione con l’apporto di proteine animali. I dati riguardanti la maggiore pressione nei soggetti che mangiano carne rispetto ai vegetariani suggeriscono che un elevato apporto di proteine con la dieta possa essere dannoso per la pressione, ma ciò è stato messo in dubbio da dati epidemiologici e sperimentali che indicano che l’apporto proteico totale è inversamente correlato alla pressione, il che ha implicazioni teoriche e pratiche per l’assistenza medica e la sanità pubblica. I dati del presente studio sono coerenti con le raccomandazioni secondo cui una dieta ricca in verdure debba essere parte di uno stile di vita sano per la prevenzione dell’ipertensione e delle patologie correlate. L’accertamento definitivo della correlazione causale fra apporto di proteine vegetali e pressione necessita di ulteriori dati da studi randomizzati controllati, soprattutto per quanto riguarda l’effetto degli aminoacidi costituenti sulla pressione stessa. (Arch Intern Med. 2006; 166: 79-87)[fonte: DoctorNews.it]

Dolci conferme natalizie: cioccolato fondente protegge sistema cardiovascolare

Il consumo di cioccolato fondente esercita un effetto protettivo sul sistema cardiovascolare in soggetti sani. Studi epidemiologici suggeriscono che un’elevata assunzione di flavonoidi conferisce benefici sugli esiti cardiovascolari. Funzionalità endoteliale, rigidità delle arterie e riflessione d’onda sono importanti determinanti della performance cardiovascolare, e sono fattori predittivi di rischio cardiovascolare. Il meccanismo principale tramite cui il cioccolato espleta questa funzione è la dilatazione delle arterie periferiche piccole e medie e delle arteriole. Gli effetti vasodilatatori del cioccolato a riposo (dilatazione dell’arteria brachiale, diminuzione delle riflessioni d’onda) possono essere attribuiti al miglioramento della biodisponibilità dell’ossido nitrico, all’aumento delle prostacicline, all’effetto diretto del cioccolato sulle cellule muscolari lisce o all’attivazione di meccanismi centrali. (Am J Hypertens 2005; 18: 785-91) [fonte: DoctorNews.it]


 

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