roberto zarcone e i suoi A-mici augurano Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
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roberto zarcone e i suoi A-mici augurano Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
17/12/2007 Da oggi decine di migliaia di persone inizieranno a protestare contro i menu a base di foie gras, serviti a Disneyland Parigi. Utilizzando uno speciale cartone animato in stile Disney, disponibile su http://www.wakkerdier.nl/protest la LAV chiede di firmare una petizione, pubblicata nella stessa pagina del cartone animato, sul sito dell'associazione olandese Stichting Wakker Dier, oggi lanciata contemporaneamente anche in Francia, Gran Bretagna, Danimarca, Belgio e Israele.
E' incredibile, infatti, che proprio un'azienda che ha in anatre come Paperino e oche come suo cugino Ciccio, le star del parco divertimenti, poi li serva sotto forma di foie gras nei suoi ristoranti.
E proprio dall'Italia, che ha vietato dal marzo scorso la crudele pratica dell'ingozzamento forzato di anatre e oche, così come altri Paesi, ad esempio Polonia e Israele, può venire più forte la protesta in Francia, il più grande produttore di foie gras, seguito da Belgio, Bulgaria e Ungheria.
Il foie gras è il prodotto della statosi epatica, una patologia indotta negli animali: il trattamento dura dalle due alle quattro settimane durante le quali viene sparata direttamente nel gozzo degli animali, dalle tre alle otto volte al giorno, una palla di mais cotto e salato del peso di circa 400/500 grammi (come se una persona del peso di 80 Kg fosse costretta a mangiare 20 Kg di spaghetti al giorno). Una prova di questa tortura è stata effettuata in una tv olandese su un volontario, il dj Giel Beelen, il cui filmato è disponibile alla pagina http://nl.youtube.com/watch?v=-On_rOdfkRo&feature=related.
L'ingozzamento viene praticato attraverso un tubo metallico di circa 28 centimetri che viene infilato nella gola causando, tra l'altro, lesioni e fratture del collo e lesioni del gozzo con conseguenti infezioni, soffocamenti.
La LAV chiede agli italiani di non acquistare fegato d'oca o d'anatra, proprio nel periodo natalizio si riscontra la massima vendita di questi prodotti, e di preferire menu senza crudeltà. (fonte: LAV.it).
Al via congresso Sic, studio in supermarket per approfondire rischi
Peggiora la salute del cuore delle donne. "Nel giro di 10 anni, infatti, le pazienti con malattie cardiovascolari sono aumentate del 30 per cento". Sotto accusa sono il vizio del fumo, notoriamente più diffuso nel 'gentil sesso', e lo stress psicosociale provocato dal lavoro o dalle difficoltà della vita di tutti i giorni. Parola di Francesco Romeo, direttore scuola di specializzazione in Cardiologia dell'università 'Tor Vergata' di Roma,che è intervenuto venerdì mattina nella Capitale alla conferenza di apertura del 68esimo congresso della Società italiana di cardiologia (Sic), in programma fino a martedì. Gli specialisti riuniti a convegno lanciano un allarme unanime: si presta troppa poca attenzione nei confronti delle pazienti donne, che vengono curate più tardi e meno degli uomini. Lo 'spettro' numero uno per loro è infatti da sempre rappresentato dal cancro al seno o all'utero, "eppure – ha sottolineato Francesco Fedele, presidente della Sic – una donna su tre muore per malattie di cuore e arterie, mentre una su 25 decede per tumori". E se 10 anni fa solo un paziente con problemi cardiaci su cinque era di sesso femminile, oggi la proporzione è passata a una su due. "In Italia i malati di serie A, però – continua Fedele – rimangono gli uomini sotto i 65 anni perchè la ricerca indirizza i propri sforzi soprattutto verso questa categoria. Ci sono poi i malati di serie B e persino C: sono le donne e gli anziani, specialmente al Sud". Per tentare di fare una classifica dei maggiori fattori di rischio cardiovascolare 'in rosa' e avere un quadro più chiaro della situazione, è partita a ottobre l'indagine 'La donna di cuore', cui hanno aderito già tremila volontarie 'arruolate' presso alcune ipercoop italiane. "Esami cardiologici gratuiti al supermercato, dunque – spiega Romeo – per raccogliere più dati possibile utili a inquadrare quali siano i peggiori nemici del gentil sesso: se il colesterolo alto, il diabete, l'obesità, il fumo o lo stress. Da un'idea che ci siamo fatti, risulta però chiaro che questi ultimi due elementi sono i più importanti per le donne, che oltretutto dopo i 55 anni perdono la 'protezione' cardiovascolare degli ormoni estrogeni". La ricerca, che intende coinvolgere in totale 10mila partecipanti, si concluderà a febbraio. Il consiglio degli specialisti è comunque quello di sottoporsi a uno screening cardiologico a partire dai 40 anni di età per le donne e dai 35 per gli uomini, "per ottenere – evidenzia Fedele- un quadro personalizzato del livello di rischio e comportarsi di conseguenza, anche se le regole di base rimangono alimentazione sana, movimento fisico e niente sigarette".(fonte: DoctorNews33.it).
Una campagna di vaccinazione contro il Papillomavirus, principale responsabile del tumore al collo dell'utero, per ragazze disagiate, che altrimenti non potrebbero permettersi il vaccino. A promuoverla è la Croce rossa italiana, che ha chiesto e ottenuto dall'azienda farmaceutica Sanofi Pasteur Msd 21.000 dosi vaccinali anti-Hpv, da destinare a ragazze tra i 13 e 18 anni in difficoltà economiche. Le 21.000 dosi, divise in tre somministrazioni, porteranno alla vaccinazione di 7.000 giovani donne. E' quanto annunciato oggi durante una conferenza al comitato centrale della Cri a Roma, a cui hanno partecipato, tra gli altri, Vincenzo Scognamiglio, vicepresidente nazionale della Cri; Maria Vittoria Torresi ispettrice nazionale donatori di sangue e responsabile scientifico del progetto; Antonio Perino, dell'università di Palermo e responsabile ricerca e sperimentazione in Italia del vaccino Gardasil. La testimonial del progetto è la conduttrice televisiva Caterina Balivo. La campagna partirà all'inizio del 2008 dal Lazio e dall'Abruzzo, per proseguire poi nel sud e infine su tutto il territorio nazionale. Dovrebbe concludersi per la fine dell'anno. L'iniziativa si affianca così alla campagna gratuita lanciata dal ministero della Salute per la vaccinazione contro il Papillomavirus nelle dodicenni. Il prezzo per le tre somministrazioni, al di fuori di questa fascia d'età, ammonta a 564,45 euro. "Siamo convinti della necessità della prevenzione del tumore cervico-uterino e consapevoli dell'alto prezzo del vaccino – ha spiegato Torresi – in questo modo vogliamo venire incontro a quelle giovani donne che non possono permetterselo". Il target, infatti, dovrebbe riguardare ragazze tra i 13 e 18 anni provenienti da un nucleo familiare con un solo genitore e almeno quattro figli e ragazze accolte in case famiglie e centri di assistenza. Il campione andrà poi a inserirsi nel follow-up nazionale con uno screening gratuito dai 25 ai 64 anni ogni 3 anni. (fonte: DoctorNews.it)
Il vaccino quadrivalente contro il cancro del collo dell'utero Gardasil, se somministrato a donne esposte a uno o più tipi di Papillomavirus compresi nella formulazione del vaccino, ha dimostrato un'efficacia del 100% nella prevenzione delle lesioni precancerose al collo dell'utero causate dai restanti tipi virali con i quali la donna non è entrata in contatto
Inoltre, la sua efficacia nella prevenzione delle lesioni precancerose e dei condilomi genitali è stata del 94%. Questi i risultati più importanti di un'analisi di due ampi studi di fase III pubblicata sull'ultima edizione del 'Journal of Infectious Diseases'. Il sottogruppo, si legge in una nota, ha coinvolto 4.722 donne tra i 15 e i 26 anni che, prima della vaccinazione, erano risultate positive a uno, due o tre tipi di Hpv fra i quattro coperti da Gardasil* (6, 11, 16 e 18). L'efficacia è stata testata contro le patologie genitali causate dai restanti tipi virali con i quali le donne non erano entrate in contatto. "Vaccinare le giovani prima dell'esposizione all'Hpv fornisce il massimo beneficio. Tuttavia questi risultati confermano che ragazze e giovani donne già esposte ad alcuni tipi di Hpv possono essere comunque protette dal vaccino quadrivalente", spiega il ricercatore Daron Ferris, del Medical College of Georgia di Augusta (Stati Uniti).
Al momento della vaccinazione, gli autori dello studio avevano notato che, in questa specifica popolazione di donne tra i 15 e i 26 anni, solo una piccola percentuale (0,1%) era già entrata in contatto con tutti e quattro i tipi di Papillomavirus inclusi nel vaccino. E circa il 27% aveva un'infezione da almeno uno di questi quattro tipi virali. Alla luce di questi dati, gli autori hanno concluso che una vaccinazione "di recupero" delle ragazze e delle giovani donne dovrebbe essere presa in considerazione, in aggiunta a quella delle pre-adolescenti. "Questi risultati entusiasmanti supportano il progetto di un vaccino quadrivalente contro il cancro del collo dell'utero, perché più tipi virali significano maggiori benefici per le donne", commenta Patrick Poirot, vice presidente del Dipartimento medico-scientifico di Sanofi Pasteur MSD. "Molti anni fa prendemmo la decisione giusta nell'ottica di un vaccino quadrivalente che fosse in grado di ampliare i benefici sia per le donne, sia per la salute pubblica. Oggi questi risultati, che dimostrano un'efficacia fino al 100%, sono la prova che avevamo ragione nel puntare sul valore di una vaccinazione con un'ampia protezione", conclude. (fonte: Vaccinare33.it)
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