Archive for novembre, 2008

Esposizione fetale a tabacco

L’esposizione al fumo di tabacco durante la gestazione induce danni vascolari che divengono evidenti nella prima età adulta. Ciò potrebbe indicare che se il sistema cardiovascolare viene esposto al fumo di tabacco in utero, i vasi rimangono più vulnerabili al fumo stesso nelle fasi successive della vita. D’altro canto, se la madre fuma ma si è astenuta dal farlo durante la gravidanza, ciò non ha alcuna influenza sullo spessore intima-media della carotide del bambino. Si tratta di dati largamente indipendenti dagli altri fattori di rischio cardiovascolare, il che aumenta la plausibilità dei danni vascolari derivanti dall’esposizione gestazionale al fumo di tabacco. (Arterioscler Thromb Vasc Biol online 2008, pubblicato il 19/11)(fonte: DoctorNews).

Gatto lasciato morire in casa: condannato responsabile

21/11/2008
Tre mesi di reclusione per uccisione di animali ai sensi dell’articolo 544 bis del Codice penale: questa la condanna inflitta dal Tribunale penale di Roma a un uomo ritenuto colpevole di aver abbandonato il suo gatto chiuso nell’appartamento con il caldo torrido di agosto, senza cibo né acqua, senza curarsi della sorte atroce che avrebbe avuto l’animale, lasciandolo morire. Il Giudice Ramazzi ha condannato l’uomo, anche a risarcire i danni in favore della LAV, costituitasi parte civile, assistita dall’avvocato Luigi Viglione, e a pagare le spese legali.

La terribile vicenda risale all’estate del 2005. I vicini di casa, accortisi della presenza del felino per i continui miagolii, rintracciarono il proprietario (tutor) chiedendo spiegazioni. L’uomo, che inizialmente aveva comunicato il suo ritorno il giorno stesso, successivamente dichiarò di essere in vacanza e di non voler rientrare per occuparsi del gatto.

Quando finalmente le Forze dell’Ordine entrarono nell’appartamento, una piccola mansarda arroventata dal sole, il gatto era disteso sul pavimento ancora agonizzante, estremamente sofferente, disidratato e dimagrito. Nonostante le cure veterinarie prestate, il gatto morì la notte stessa a causa della estrema disidratazione.

“Gli animali domestici che abitano le nostre case necessitano di assistenza, acqua e cibo, spazi adeguati e affetto sincero come ogni essere vivente: la loro vita dipende da coloro che decidono di ospitarli in casa e questa scelta è un’assunzione di responsabilità, ogni giorno dell’anno: una considerazione che può sembrare ovvia, ma i frequenti casi di abbandono di animali, in casa, nell’automobile o per strada, dimostrano che il rispetto dei diritti degli animali non è ancora patrimonio di tutti – dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV – Questa condanna è importante, ottenuta grazie alla riforma del Codice penale introdotta nel 2004 dalla legge 189 in materia di maltrattamenti e uccisione di animali, e ci auguriamo possa scoraggiare comportamenti tanto superficiali ma colpevoli da arrecare danno alla vita altrui”.(fonte: LAV.it).

Io dico che è troppo poco. L’obiettivo che dobbiamo raggiungere è quello di veder inflitte le pene a prescindere dal “valore” della vittima; si, avete capito bene, … dal valore della vittima perchè, si continua a considerare il mondo animale, di serie B (cioè assimilabile alle cose), motivo per cui, anche la pena è irrisoria, come la vita stessa dei nostri A-mici. E’ vero che bisogna accontentarci dei traguardi raggiunti ma, è pur vero che bisogna insistere con le petizioni e con tutte le iniziative a favore degli animali per poterli considerare un giorno esseri viventi, al pari di noi e pertanto degni di essere tutelati in pieno, nei loro diritti di esseri viventi.
robertozarcone

Fumo connesso a vampate di calore

Il fumo di sigaretta è associato a vampate di calore, elevati livelli di androstenedione, un maggior rapporto androgeni/estrogeni totali e minori livelli di progesterone nelle donne che non si trovano in età postmenopausale. Nonostante i decenni di ricerche effettuate, sono stati finora identificati pochi fattori di rischio per le vampate di calore, ed uno dei più comunemente studiati è proprio il fumo di sigaretta. Il meccanismo di associazione fra questo fattore e le vampate potrebbe non coinvolgere i livelli ormonali o i loro rapporti: si tratta piuttosto probabilmente di un’azione stimolatoria più diretta della nicotina sui recettori nicotinici dell’ipotalamo. (Obstet Gynecol. 2008; 112: 1037-44) (fonte: DoctorNews).

Debutto positivo per l'anti-HPV

Debutto positivo in Italia per il vaccino scudo contro il Papillomavirus umano (Hpv): il primo responsabile del cancro al collo dell’utero, che con 3.500 casi e oltre mille decessi l’anno nella Penisola è il secondo tumore più mortale dopo il cancro al seno per le donne europee dai 15 ai 44 anni. Nel nostro Paese il vaccino viene offerto gratis a 280 mila dodicenni ogni anno. Una campagna ormai a regime in tutte le 20 regioni dello Stivale, delle quali 4 hanno esteso la gratuità a più di una fascia d’età, 12 e una Provincia autonoma hanno previsto anche un prezzo agevolato (social price) per tutte le altre coorti a cui la vaccinazione è indicata, e due hanno fatto già i primi conti. In Veneto e Basilicata, le regioni apripista che per prime hanno avviato l’offerta, sono infatti circa 8 su 10 le ragazzine protette. Il primo bilancio della vaccinazione anti-Hpv in Italia – a un anno dall’avvio della campagna di prevenzione mirata – viene diffuso aNizza durante un incontro promosso da Sanofi Pasteur MSD, in occasione del congresso Eurogin 2008 in programma. In Basilicata, vera pioniera nazionale anti-Hpv con una campagna lanciata nel luglio 2007, il vaccino viene offerto attivamente e gratuitamente non solo alle 12enni, ma anche alle ragazze di 15, 18 e 25 anni, mentre il social price riguarda tutte le over 12 fino ai 26 anni. Per la sola fascia delle 12enni la copertura ha raggiunto il 77%; per le 15 e 18enni si è attestata rispettivamente al 67% e 64%, mentre per le 25enni si è fermata al 37%. Quanto al Veneto, da gennaio scorso offre il vaccino anti-Hpv gratuitamente alle 12enni e in social price alle 13-26enni. In questa regione, che registra 200 casi all’anno di carcinoma alla cervice uterina, la percentuale di protezione totale dal Papillomavirus è stata dell’81%.(fonte:Ginecologia33).

Sottosegretario Roccella: forzate volontà di Eluana Englaro

“Mi pare che ci siano state delle forzature, da parte dei giudici, nel ricostruire la volontà di Eluana Englaro, basandola su testimonianze estremamente discutibili”. Così il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, in diretta su Repubblica tv, sul caso di Eluana Englaro, la donna tenuta in vita da idratazione e alimentazione artificiali da quasi 17 anni. “Mi sembra eccessivo – commenta Roccella – dire che questa ragazza non avrebbe voluto vivere in una condizione di stato vegetativo per aver espresso il suo dissenso a una simile condizione quando aveva appena 16 anni”.(fonte: SettimanaleSalute).

Prendo spunto da questo articolo per esprimere la mia opinione sull’intera vicenda. Innanzitutto massimo rispetto per la famiglia che vive tale dramma e, naturalmente per tutte le famiglie che vivono altrettante situazioni e di cui … non sappiamo; trattasi di vicende private e come tali andrebbero consumate senza gettarle in pasto ai media; la Magistratura non c’entra nulla, soprattutto quando entrando nel merito, si asserisce che il sopendere qualunque forma di alimentazione, non può portare sofferenza al paziente che … “non soffre”; a questo punto mi viene spontanea la riflessione: se c’è sofferenza, è inimmaginabile intervenire in senso privativo; se invece come sembrerebbe più volte asserito dai medici, non vi è sofferenza, allora perchè sospendere gli aiuti, eliminando del tutto la possibilità recondita ma pur sempre viva, per noi credenti, di credere e sperare appunto nel “miracolo”?.
robertozarcone

Sottosegretario Martini: bocconi killer, l'azione del Governo

In riferimento alla sempre più pressante necessità di contrastare la diffusione nell’ambiente di esche o bocconi contenenti sostanze nocive o veleni finalizzati all’uccisione di cani, e sovente utilizzati anche durante la stagione venatoria, il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha oggi sottolineato il gravissimo danno che viene perpetrato attraverso questo reato penale nei confronti degli animali e dell’ambiente, oltre a rappresentare un vero attentato anche alla salute pubblica soprattutto per l’alto rischio a cui espone i bambini che dovessero entrare in contatto con esse. A tal fine il Sottosegretario Martini ha tenuto a Verona, presso la Provincia, un vertice con istituzioni pubbliche, associazionismo e Corpi dello Stato coinvolti nella tutela del territorio. Il Sottosegretario ha dichiarato: “Ritengo necessario emanare in tempi brevissimi un’ordinanza che rafforzi il quadro normativo atto a tutelare la salute pubblica salvaguardando l’incolumità delle persone, degli animali e dell’ambiente dallo spargimento di esche contenenti sostanze nocive o bocconi avvelenati. I capisaldi del provvedimento riguarderanno: l’obbligo da parte del padrone (tutor) o del responsabile dell’animale nonché da parte delle pubbliche istituzioni in caso di fauna selvatica di denunciare l’avvelenamento o il rinvenimento delle esche; il pieno coinvolgimento della veterinaria e degli Istituti zooprofilattici sperimentali ai fini dell’espletamento delle analisi sulle esche; l’obbligo di bonifica dell’area contaminata attraverso la sua delimitazione oltre a un giro di vite teso a un corretto utilizzo e catalogazione di sostanze purtroppo utilizzate a fine illegale. Riterrei, inoltre, importante valutare anche in Italia l’aggiunta di sostanze repellenti ai veleni più usati al fine di proteggere i bambini da un’eventuale contatto con esche killer disperse sul territorio. Stiamo lavorando all’attivazione di un numero verde per le denunce poiché abbiamo bisogno di intervenire in tempi brevissimi per stanare i colpevoli e dare ai cittadini collaboranti un punto di riferimento istituzionale per rispondere a questo grave attentato alla salute e all’incolumità umana e animale”.(fonte: Settimanale Salute).

ANIMALI: TAR, SI' A TEST SU SUINI PER CHIRURGIA ROBOTICA

ROMA

(ANSA) – ROMA, 3 nov – Legittimamente il ministero della Salute ha consentito “il sacrificio” degli animali “in luogo degli esseri umani” per la sperimentazione del professor Pier Cristoforo Giulianotti, primario di chirurgia dell’ospedale Misericordia di Grosseto. Con questa motivazione il Tar del Lazio ha respinto il ricorso con cui la Lega anti vivisezione contestava il provvedimento che ha autorizzato a riprendere e continuare la sperimentazione di nuove tecnologie di chirurgia robotica per un triennio con l’utilizzo di 30 suini l’anno.
Partendo dal fatto che la legge “in coerenza con le opportunità offerte dallo sviluppo della tecnologia – si legge nella sentenza – limita l’utilizzazione degli animali ai soli casi nei quali risulti accertata l’impossibilità di seguire metodi alternativi, evitando inutili ripetizioni degli esperimenti”, il Tar ha ritenuto dimostrato che “l’unica alternativa possibile sarebbe stata disporre l’esercitazione sugli esseri umani viventi”.
“In tale direzione – scrive il Tar – non essendo qui stati denunciati particolari profili di crudeltà, di gratuita strumentalizzazione, appare nel caso esistente il requisito dell’indispensabilità infungibile per l’utilizzo degli animali in considerazione del fatto che si trattava di utilizzare tecniche di chirurgia robotica e laparoscopica in anestesia totale”. (ANSA) (fonte: LAV.it).

Ho partecipato attivamente alla stesura di un documento scientifico che potesse servire alla LAV per presentare il ricorso al TAR; quello che leggete nell’agenzia ANSA, è quanto è stato espresso dal TAR; si farà naturalmente ricorso al Consiglio di Stato. Devo dirvi con la massima sincerità che, ho naturalmente sperato in una sentenza a noi favorevole ma, la realtà che ci circonda, mi ha fatto immaginare un risultato negativo, sin dal primo momento; d’altro canto noi animalisti, siamo troppo abituati all’arroganza irriducibile di chi continua a considerare, in assonanza con le leggi vigenti, il mondo animale nè più nè meno che “materiale” da usare a proprio piacimento. Naturalmente io non rinuncerò mai all’obiettivo che mi sono posto di vedere ridimensionata la ormai troppo imperante crudeltà dei così detti esseri umani.
robertozarcone

Una rete contro il ca dell'utero

Una lobby ‘rosa’ contro il cancro al collo dell’utero, che uccide ogni anno 280 mila donne nel mondo, di cui 15 mila in Europa e circa 1.300 in Italia. Per offrire all’altra metà del cielo informazioni qualificate su questo tumore, e su tutte le malattie da Papillomavirus umano (Hpv), nasce il network globale Women Against Cervical Cancer (Wacc): una fondazione indipendente da politica e interessi commerciali, che mette in rete 20 organizzazioni internazionali e 5 italiane. Tra queste l’associazione nazionale della stampa medica Unamsi. Wacc, con sede ‘fisica’ a Ginevra, è stata battezzata ieri a Nizza in occasione del congresso 2008 dell’Eurogin (Organizzazione europea per la ricerca sulle neoplasie le infezioni genitali). I promotori sono partiti dal dato evidenziato da un sondaggio internazionale, secondo cui l’82 per cento delle donne chiede più informazioni sul cancro al collo dell’utero, sull’Hpv e su come prevenire, diagnosticare e trattare le conseguenze dell’infezione. Nonostante l’arrivo della vaccinazione anti-Hpv abbia migliorato le conoscenze su questo virus, “c’è ancora un grande bisogno di programmi di educazione pubblica”, conferma Joseph Monsonego, presidente di Eurogin e Wacc. “Colmare questo vuoto di sapere” è dunque la missione del nuovo network, sostenuto anche dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Tra le priorità del ‘manifesto’ di impegno degli enti aderenti, ci sono la formazione dei professionisti della salute a un dialogo più chiaro con le pazienti; la distribuzione di materiale informativo ‘doc’; la promozione di raccolte fondi; l’istituzione di un premio europeo per progetti a misura di donna, e la creazione di un forum per sostenere psicologicamente le pazienti prima, durante e dopo le terapie contro il tumore alla cervice uterina. Un punto chiave, evidenzia Sergio Pecorelli, primario del Dipartimento di ostetricia e ginecologia dell’università di Brescia, se si pensa al pesante impatto “emotivo legato a questa patologia che può avere un risvolto sul futuro di donne e madri”. (fonte: DoctorNews).


 

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