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Botti di Capodanno: consigli LAV per salvaguardare gli animali

Mancano ormai pochissime ore al Capodanno e molte persone si apprestano a festeggiare l’arrivo del 2009 con i tradizionali “botti”, ignorando, o decidendo di ignorarne la pericolosità e l’effetto, potenzialmente letale, che questi possono avere sugli animali.

A rischio per le conseguenze dei botti, ma anche dei colpi di arma da fuoco e fuochi d’artificio, sono soprattutto i cani, ma anche i gatti e tutti gli atri animali, sia domestici che selvatici. Gli animali, infatti, hanno l’udito molto più sviluppato di quello umano e i forti rumori li gettano letteralmente nel panico, inducendoli a reazioni istintive e incontrollate come gettarsi nel vuoto, divincolarsi follemente per strappare la catena, scavalcare recinzioni e fuggire in strada, mettendo seriamente a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri.

“Ogni anno aumentano vertiginosamente gli ingressi nei canili a ridosso della notte di S. Silvestro – ricorda Ilaria Innocenti del settore Cani e gatti della LAV – soprattutto di cani e gatti investiti dalle automobili. Ma sono tantissime anche le segnalazioni di cani smarriti, così come purtroppo moltissimi sono anche gli animali morti in seguito alla fuga dovuta al panico che si scatena in loro a seguito delle esplosioni”.

“Anche per gli animali selvatici la mezzanotte dell’ultimo dell’anno è un momento d’inferno – dichiara Massimo Vitturi, responsabile Caccia e fauna selvatica, della LAV – soprattutto per quelli che vivono all’interno o nei pressi delle aree urbanizzate, quindi in particolare dagli uccelli”.

Nelle ore in cui vengono fatti brillare i botti gli uccelli riposano sui posatoi notturni, spesso in colonie molto numerose. Le improvvise detonazioni determinano in loro reazioni istintive di fuga le quali, unite alla mancanza di visibilità, causano la morte di molti di essi, soprattutto per eventi traumatici, derivanti dallo scontro in volo con strutture urbane (case, lampioni, automobili, ecc.).

La LAV rivolge quindi un appello a tutti i cittadini affinché rinuncino ai botti di fine anno e prendano ogni precauzione per proteggere gli animali, e suggerisce alcuni consigli pratici:

• non lasciare che il cane o il gatto affrontino in solitudine le loro paure e togliere dalla loro portata ogni oggetto con cui urtando potrebbero procurarsi ferite;
• evitare di lasciarli all’aperto: la paura fa compiere loro gesti imprevedibili quali la fuga;
• non lasciarli sul balcone perché potrebbero gettarsi nel vuoto;
• non tenere i cani legati alla catena perché potrebbero strangolarsi;
• dotarli di tutti gli elementi identificativi possibili (microchip, medaglietta con numero di telefono, ecc.).
• Se si nascondono in un luogo della casa, lasciarli lì, considerano sicuro il loro rifugio.
• Cercare di minimizzare l’effetto dei botti tenendo accese radio o TV.
• Prestare attenzione anche agli animali in gabbia, e non lasciarli sui balconi.
• Nei casi di animali anziani, cardiopatici e/o particolarmente sensibili allo stress provocato dai rumori rivolgersi con anticipo al proprio veterinario di fiducia.
• Se l’animale scompare presentare subito una denuncia di smarrimento alla Polizia Municipale o al Servizio Veterinario della ASL (leggi: cosa fare in caso di smarrimento)

“Per non nuocere agli animali selvatici – conclude Massimo Vitturi – è indispensabile far scoppiare i botti lontano da alberi e da altre strutture che possano fungere da posatoi notturni per gli uccelli. Meglio, infine, se a scoppiare fossero solamente i tappi dello spumante, poco rumorosi ma molto più beneauguranti dei pericolosissimi botti che ogni anno causano decine di vittime anche tra le persone”.

I botti di Capodanno terrorizzano gli animali

La LAV invita tutti a riflettere sugli effetti che i botti e gli scoppi hanno sugli animali di casa e sugli uccelli. I rumori improvvisi spaventano chiunque. Gli umani se ne fanno una ragione. Cani, gatti e altri animali no. Il susseguirsi di fragori, provenienti da direzioni diverse e di differente intensità, provoca in loro il panico. E le conseguenze sono inconsulte e imprevedibili. Gli animali terrorizzati cercano di nascondersi, di fuggire, di salvarsi. Finiscono sotto le auto, strangolati dalle loro catene, o si lanciano dal balcone. O si perdono, per sempre. Quelli anziani, malati o già soggetti a stress da rumore, possono morire di paura.
Il miglior modo di tutelare i nostri amici a quattro zampe sarebbe che tutti i cittadini rinunciassero alla pericolosa e dispendiosa tradizione di festeggiare gareggiando nell’intensità del rumore causato. L’abitudine, nonostante gli incidenti registrati ogni anno, è dura da mutare.
Ma chi vive con un cane o un gatto può adottare alcuni accorgimenti per diminuire i rischi. Primo tra tutti, non lasciare i cani da soli, e assolutamente non all’aperto o sul balcone. E mai legati. In ogni caso dotatarli di tutti gli elementi identificativi, se si perdono almeno ci saranno delle possibilità di trovarli. Se i gatti si nascondono in casa, meglio lasciarli nel rifugio che hanno individuato. Radio e televisione accese mimetizzano il fragore dei botti e danno un senso di ‘normalità’. Il veterinario saprà consigliare qualche preparazione tranquillizzante per i più paurosi o anziani.
Anche gli animali selvatici che vivono nei pressi dei centri urbani soffrono il putiferio di Capodanno: gli uccelli si alzano istintivamente in volo per fuggire e, a causa del buio e del panico, vanno a sbattere contro edifici e strutture urbane. Molti purtroppo muoiono sul colpo o poco dopo, a causa dei traumi subiti.(fonte: LAV.it).

Io in questi anni ho perduto tre gatti e il mio amico Panda ogni anno rischia di morire dalla paura; Daisy si difende spontaneamente cadendo in una sorta di catalessi (non si muove fino all’indomani).
robertozarcone


 

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