Archive for Luglio, 2009

Studio svela perché non si dimentica mai come andare in bici

Roma, 22 lug. (Adnkronos Salute) – Da piccoli può essere difficile imparare ad andare in bici, ma come tutti sanno i segreti per sfrecciare sulle due ruote non si dimenticano più. Questo perché, in pratica, si ‘scolpiscono’ su una cellula nervosa localizzata nel cervelletto, che regola la conservazione dei ricordi motori, un po’ come un guardiano. E permette di ritrovare rapidamente le connessioni necessarie per, appunto, saper andare in bicicletta o sciare. Lo spiega su ‘Nature Neuroscience’ un team di ricercatori internazionali diretto da Peer Wulff dell’University of Aberdeen (GB), fra cui anche colleghi degli atenei di Londra, New York e Torino.Ebbene, grazie a questo stratagemma, spiega Wulff sul quotidiano ‘Daily Express’, la cellula ‘guardiana’ controlla i ricordi che permettono di eseguire i movimenti necessari ad andare sugli sci o le due ruote, ma anche di mangiare con le bacchette seguendo la tradizione orientale. Questa cellula ‘guardiana’ monitora i segnali elettrici che lasciano il cervelletto e si trasformano in ricordi da conservare in altre parti del cervello. Insomma, la cellula ‘guardiana’ aiuta la nostra mente a ricordare i movimenti appresi e il coordinamento necessario ad eseguire questi compiti.I ricercatori sperano ora che la scoperta possa aprire la strada alla creazione di apparecchiature utili a mimare la normale funzione dei neuroni, per aiutare chi soffre di patologie al cervello.(fonte:Univadis).

Verona: LAV fa sequestrare 10 animali maltrattati

10/07/2009
Su istanza della LAV la Procura dispone il sequestro di 5 cinghiali, 1 asina, 1 cavallo e 3 cani, tutti ora affidati alla LAV di Verona.

A seguito di richiesta della sede LAV di Verona, gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, su disposizione del P. M., dott. Pier Umberto Vallerin, hanno sequestrato 5 cinghiali, 1 asina, 1 cavallo e tre cani in località La Masua di Corrubio di Sant’Anna d’Alfaedo.
Gli animali erano costretti a vivere da tempo in condizioni igienico-sanitarie gravemente carenti, in spazi angusti e bui per buona parte dell’anno, avendo a disposizione soltanto poca acqua putrida e cibo scadente. In particolare, i cani venivano alimentati con pasta cruda scaduta, gettata da una finestra all’interno del capannone dove erano rinchiusi, obbligati a stare sopra un pavimento di terra battuta coperto di escrementi. Terribile anche la situazione della cinghialessa più vecchia, prigioniera in un recinto sporco e buio.
“Infliggere privazioni agli animali, costringendoli in condizioni che offendono la loro sensibilità psicofisica quali esseri viventi portatori di diritti individuali, capaci di reagire agli stimoli del dolore come alle amorevoli attenzioni dell’uomo, viene considerato oggi, grazie alla recente legge sul maltrattamento degli animali, un reato punibile penalmente” dice Lorenza Zanaboni, Responsabile della sede LAV di Verona. “Per consumare il reato non è necessaria una volontà di infliggere sofferenza: bastano incuria e abbandono, insensibilità e indifferenza, ovvero incapacità a rapportarsi con attenzione nei confronti delle leggi biologiche del mondo animale.”
La LAV ringrazia gli uomini della Forestale di Verona, che mostrano di svolgere il loro lavoro con professionalità, passione e competenza, e il magistrato, dott. Pier Umberto Vallerin, per aver correttamente interpretato la normativa vigente, cogliendone gli aspetti innovativi che hanno trasformato la tutela degli animali in un concetto più avanzato ed eticamente molto più pregnante rispetto alla semplice protezione di cani e gatti o altri animali d’affezione.
Oggi infatti, grazie alla legge 189/04 ed alla sensibilità di un numero sempre maggiore di magistrati, la difesa dei diritti animali è estesa a situazioni quali il trasporto, la detenzione in condizioni inadeguate o l’incuria ed il maltrattamento anche di animali da reddito, come dimostrato da recenti episodi accaduti nella nostra provincia. (fonte: Lav).

Anti-HPV si dimostra pentavalente

E’ stato portato a termine un trial di efficacia per un vaccino coniugato contro i ceppi 16 e 18 dell’Hpv: il vaccino risulta immunogeno, generalmente ben tollerato ed efficace per la prevenzione delle infezioni e delle lesioni precancerose ad esse associate. E’ stato anche osservato un fenomeno di protezione incrociata contro i CIN di solito associati ai ceppi 31, 33 e 45 del virus, per il quali il vaccino non era stato originariamente progettato. Esso dunque risulta altamente idoneo per i programmi di vaccinazione di massa, dato il suo elevato grado di protezione anche contro i ceppi non oncogeni dell’Hpv ed i suoi scarsi effetti collaterali. (Lancet online 2009, pubblicato il 7/7) (fonte: DoctorNews).


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