Roma, 13 feb. (Adnkronos Salute) – Fumo passivo sul banco degli imputati, senza grosse differenze rispetto a quello attivo per i danni prodotti. L’esposizione ad alti livelli di boccate altrui aumenta di quasi la metà (44%) il rischio di demenza, problemi di memoria e calo dell’abilità matematica anche in quei virtuosi che non si sono mai accesi una sigaretta. Lo sostiene uno studio dell’università di Cambridge, il primo ad analizzare specificatamente solo i danni del fumo passivo. Anche aspirare le sigarette altrui aumenta i rischi di malattie cardiache e ictus, gli stessi a cui vanno incontro i fumatori. E questo, secondo i ricercatori, si traduce in un maggior pericolo di disturbi cognitivi e di demenza. Lo studio ha coinvolto circa 5 mila inglesi, sui 50 anni, non fumatori. Sono stati misurati i livelli di cotinina – un indicatore dell’esposizione alla nicotina – nella loro saliva. Poi sono stati divisi in quattro gruppi, in base alla concentrazione della sostanza, e sottoposti a test neuropsicologici, per valutare, fra gli altri, la memoria e l’abilità di fare operazioni matematiche. I risultati, pubblicati sul ‘British Medical Journal’, mostrano che fra i non fumatori più aumenta l’esposizione alle sigarette altrui, ‘misurata’ dai livelli di cotinina, più cresce il rischio di deficit cognitivi. Si va da un minimo dell’8% fino a un massimo di 44% probabilità in più di fare i conti con questo tipo di problemi. Bisognerebbe pensarci quando qualcuno vicino si accende una sigaretta.(fonte: Quotivadis).

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