Nuovo test Hpv, in corso progetto pilota

Anche a Reggio Emilia, dopo Torino e Trento, ha preso il via il progetto pilota di prevenzione del tumore del collo dell’utero promosso dal ministero della Salute. Sale così a 130mila il numero delle donne che verranno sottoposte al test di screening Hpv basato sulla nuova tecnologia molecolare HC2, che permette di rilevare il Dna virale del Papillomavirus e anticipare, rispetto al Pap test classico, la scoperta di anomalie cellulari che potrebbero determinare l’insorgenza del tumore. «La nuova metodica – spiega Sonia Prandi, responsabile del programma di screening presso l’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia – rappresenta un notevole passo in avanti poiché il materiale prelevato viene interpretato con la tecnologia molecola Hibrid Capture 2, che si basa sull’amplificazione del segnale per il rilevamento del Dna e permette di individuare fino a tredici tipi di Hpv responsabili del 93% dei casi di formazioni precancerose”. L’azienda sanitaria reggiana ha invitato 8125 donne per sottoporle, oltre al tradizionale Pap test, anche al nuovo test Hpv. Altre 8125 donne saranno convocate per eseguire solo il Pap test e i risultati dei due gruppi di screening verranno confrontati in forma anonima. «Con la nuova metodica puntiamo a individuare la presenza del Papillomavirus ancor prima che questo causi le lesioni del collo dell’utero solitamente visibili al Pap test» conclude Prandi. «La positività al test Hpv non significa quindi che la donna sia malata, ma segnala la presenza di un fattore di rischio che deve essere tenuto sotto controllo». (fonte: Ginecologia33)

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