Stop alla mattanza delle foche in Namibia

6677_otaria_cucciolo_big.jpg"La LAV condanna pubblicamente la caccia delle foche in Namibia, che riprende in questo mese, e che ha come obiettivo i cuccioli e i maschi adulti di foca della specie Arctocefalo del Sud Africa, nota come Otaria del Capo. Il numero di animali di cui è consentita la cattura è stato fissato dal Governo della Namibia in 6.000 maschi adulti e 80.000 cuccioli, da uccidere tra luglio e novembre del 2007, su una popolazione stimata in 750 mila animali.

Il Governo della Namibia ha autorizzato la caccia, che si svolge ogni anno, sostenendo che la popolazione di foche costituisce una minaccia alla locale industria della pesca. Tuttavia numerosi studi scientifici mostrano come la pesca indiscriminata e la cattiva gestione degli stock di pesce siano i maggiori responsabili per la minore resa della pesca.

"Il Governo della Namibia non ha neppure l'apparenza di una plausibile prova scientifica che dimostri che la popolazione di foche incide negativamente sugli stock di pesce. I motivi per cui questi animali vengono massacrati sono esclusivamente commerciali, i piccoli per la loro pelle, ed i maschi adulti per i loro organi sessuali, venduti in Asia dove si ritiene abbiano la proprietà di aumentare la virilità. – dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della LAV – I metodi usati per uccidere queste foche, inoltre, sono estremamente violenti e ampiamente condannati dall'opinione pubblica europea".

La LAV rivolge quindi un appello ai cittadini affinché esprimano la loro condanna al massacro delle Otarie del Capo, e a questo scopo ha predisposto sul proprio sito web una lettera-appello da inviare al Consolato della Namibia in Italia.

L'Otaria del Capo vive davanti sulle coste della Namibia e del Sud Africa, e fa parte della famiglia delle Otariidae, che comprende nove specie di foche e sette di leoni marini. Il manto di queste foche è scuro, di un colore tra il grigio e il marrone, mentre la pelliccia dei cuccioli è spesso nera o marrone molto scuro. La nascita dei cuccioli avviene a metà dicembre, generalmente un solo cucciolo per gestante, dopo una gravidanza di circa 12 mesi, e la mortalità infantile incide molto sulla popolazione. La femmina si accoppia già sei giorni dopo il parto, per cui ogni anno può avere un cucciolo. Dopo l'accoppiamento il maschio torna nel mare, rimanendo non riproduttivo da febbraio a giugno. A luglio, con l'inizio della stagione degli accoppiamenti, i maschi tornano sulla costa, dove trovano i cacciatori ad aspettarli.

La popolazione di Otarie del Capo all'inizio del 1993 era stimata intorno ad 1 milione e 700 mila animali di età superiore ad un anno, dato che indica un recupero della popolazione di questi animali rispetto al sovra sfruttamento attuato tra il 17mo e il 19mo secolo. Ma con la crescita del numero di foche sono aumentate anche le interazioni foche/uomo e le controversie ad esse relative, soprattutto nell'ambito della pesca commerciale, attraverso la richiesta dei pescatori di regolare la popolazione di foche a favore di maggiori quote di pesca.

Numerose sono le minacce alla conservazione di questa specie, tra cui la frequenza e l'intensità delle morti di massa, a partire dalla metà del 1990, a causa della scarsità di animali da predare. Inoltre l'alto numero di catture di cuccioli ne ha notevolmente ridotto la popolazione, lo stesso dicasi delle catture effettuate per "ridurre l'impatto sulla popolazione di uccelli marini (pinguini)", con i quali si dividono il territorio, notevolmente ridotto a causa dell'espansione dell'uomo.

Grave, inoltre, l'incidenza della mortalità accidentale, a causa delle reti dei pescatori, e intenzionale, ad opera di pescatori senza scrupoli.

Malgrado ciò ogni anno il Governo della Namibia fissa delle quote di cattura di questi animali, pur non esistendo studi scientifici sulla relazione tra l'ampiezza della popolazione di foche prima e dopo lo sfruttamento commerciale su larga scala, né sulla sostenibilità e la disumanità della cattura delle foche. (fonte: LAV.it)

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